martedì 16 ottobre 2012

Un assestamento rivoluzionario ed antisociale.

Scrivo poco, leggo poco. Faccio tanto, ora.
Sempre il solito problema.

Sono i lenti periodi dell'assestamento, della nuova vita.
Sono i periodi delle pubbliche relazioni con gente che non frequenteresti nemmeno morta, gente troppo delicata per le tue vecchie storie di passione e sincerità.
Sono i periodi dei contratti e delle scelte e dei libretti da ritirare.
I periodi dei primi freddi che ti alitano su una nuca ancora troppo fragile.
I tempi del perpetuo movimento, il girovagare alla ricerca di informazioni per le quali proprio non te ne fotte nulla, perché le cose pratiche della vita sono il nulla. In fondo, io qui voglio fare altro.
I tempi dell'indipendenza, ma anche e soprattutto sociale. Sapere di essere diversa, di esserlo sempre stata, un po' alterata, e sentire di non soffrirne più. Il tempo del riconoscimento delle mediocrità altrui, nonostante 'noi' siamo l'élite, 'noi' siamo i prescelti. Nonostante il 'noi' fra me e loro io tengo a concepire un 'io e voi'.
La stagione del rifiuto al compromesso, in ogni sua forma più misera e bieca.

Ecco, per tutte queste cose, ed altre, io ora sono in bilico fra una manciata di inizi sfasati che non riescono a coincidere, né a sfociare in un'unica grande soddisfazione.

Il bello, sul serio... Il bello è che quando prendo in giro la gente e la insulto apertamente questa nemmeno se ne accorge. Ride.

Diventa pericoloso.
Mi sembra tutto concesso.
I miei pari sono sempre inesorabilmente al di sotto di me.

Sì, diventa pericoloso.

31 commenti:

  1. E non sai quanto sia pericoloso per me!
    Thunderblue

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    1. Finché con i pari ci devi avere a che fare e basta, passi. Quando dipendi da loro e si verifica ciò che hai scritto, son dolori.
      Thunderblue

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    2. Eh. Ma in realtà ne siamo circondati. Oltre al lavoro, passando dall'affittuario al politico.

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  2. Risposte
    1. E' una delle mie tante personalità. Ogni tanto mi sento sto cazzo a livelli assurdi. Ma passa subito, tranquillo, è una personalità che salta fuori raramente.

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    2. Si. Carina e coccolosa tu.

      Potessi regalarti un orgasmo per farti uscì da questa personalità, lo farei.

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    3. Occheppalle. Sei noioso. E pure spocchioso. Un orgasmo donato da te non mi renderebbe certo una persona migliore, anzi.
      Anzi.

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    4. Anzi?

      (donato non provocato. Maliziosa.)

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    5. ahahahahaha.. il Banale c'ha solo un pensiero...
      :D

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  3. Se è il tempo del riconoscimento delle mediocrità altrui, ma hai superato quello del voler vedere riconosciuta la tua non-mediocrità, sei già molto, molto avanti. Non mediocre, per l'appunto!

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    1. Cazzo, vedi, infatti. Il periodo 'mostriamo la mia non-mediocrità' lo ebbi. Ma a 15 anni. Da lì in poi mi sono dovuta sorbire tutte queste manifestazioni di non-mediocrità degli altri, aspettando paziente il giorno della loro maturazione. Ma ancora non arriva. O sono mediocri o sono mediocri nel voler dimostrare di non essere mediocri. Eeeeh.
      Quant'è difficile la vita.

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  4. Essere pericolosi è inebriante.
    Come una sbronza senza conseguenze. O quasi.

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    1. Ma non sono io ad essere pericolosa. E' questo gioco di potere che è pericoloso. Ma alla fine sì... Alla fine in realtà è colpa mia, se cose di questo genere prendono una piega 'pericolosa', ecco.

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  5. l' equilibrio può anche significare questo, trovarsi sul piatto della bilancia che sta più in alto, perchè si diventa leggeri quando si è maturi di certe consapevolezze. E' pericoloso, ma non si sta bene?

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    1. Sì, si sta bene, ma manca qualcosa. Non so cosa.

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    2. Io lo a te cosa manca.

      Cazzozona.

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  6. facile. il punto è solo trovare i tuoi pari. cerca meglio, che se sono al di sotto di te, non son tuoi pari.
    :-)

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    1. K... Parliamo di Trieste. Le persone son finite!

      Nah, scherzo. Io comunque non cerco proprio nessuno.

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    2. ma se avrà tipo 5mila universitari, almeno! incontentabile ari! :-P

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  7. Ho da poco scoperto che in chat se dopo un qualsiasi insulto, anche il peggiore, metti un cuoricino o una faccina, la gente pensa che tu scherzi.
    E' stata un'amabile scoperta che mi tengo stretta.

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  8. A me soddisfa di più l'incontro con chi mi è dispari. Chi mi è pari in linea di massima lo conosco, stando tra noi ci nutriamo a vicenda come potrei farlo di fronte a uno specchio. Ha volte è necessairo per rirpendere le misure di me stessa, ma alla lunga annoia
    Per gioco, per scommessa, io provo a divagare, trattare gente appena conosciuta come desiderassi diventare amica. Succedono cose che non immaginavo, raramente chi è tanto dispari all'inizio rimane dov'era.

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  9. Continuo a passare di qua per vedere se ci sono nuove... Ari, come procede?

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  10. ari: o ti fai viva SUBITO, o sguinzaglio gli sbirri. vedi tu.

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  11. Scusate. E' che le mie giornate tipo si compongono di:

    Sveglia alle 7, in facoltà alle 8.
    Alle 10 fine prima lezione, in libreria ad accaparrare e ordinare libri.
    Di nuovo lezione.
    Pranzo che salta, compro cose per la casa.
    Vado nella casa nuova.
    Pulisco per 5 ore, che tra qualche giorno arrivano i miei con scatoloni e scatoloni, e loro non hanno ancora visto la casa e bisogna fare bella figura che già so che criticheranno. E sono loro a pagarmela. Però è bellissima. Ma dovrò pitturare le pareti di viola e dipingere degli armadi. Tempo tempo tempo.
    Torno a casa alle 8.30 di sera, morta.
    Mangio qualcosa. Il tempo di accendere il fottuto computer e l'amichetta mi dice "vieni in birreria che m'annoio e poi domani c'è la bora e non si può più uscire"
    Vado in birreria. Bevo nella birreria.
    Torno a casa a ore tarde.
    Oggi mi sveglio alle 8 con una voglia di vivere pari a meno dieci.
    Vado alle prove dello spettacolo in Androna.
    Suono male, canto male che ho la voce di un trans.
    Parliamo del nuovo numero del giornale che deve uscire il primo dicembre. Sull'Aids.
    Arianna, tu che sei fuori da questo giro, stavolta scrivi qualcosa, che è un punto di vista diverso.
    Arianna non sa che scrivere.
    Arianna torna a casa e deve cominciare a studiare un po'.
    Ma è stanca. Alle 15 deve andare da prendere il té da una parte e poi di nuovo nella casa nuova a pulire che stamattina m'hanno spostato dei mobili e dietro quei muri ci saranno i mostri.

    Non ho un momento per pensare. Anzi, quello ce l'ho, con tutti i chilometri che faccio a piedi e i chili persi. Non ho un momento per concentrarmi sulla scrittura, ecco.

    Scusate l'assenza. Sarò assente per un altro po'.

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  12. non preoccuparti. che lo sai. che a noi ci ritrovi tutti qui :-)

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  13. hai tolto un post. (Non puoi..rimettilo..)
    cito a memoria: "vado in birreria. bevo nella birreria" mi ha colpito. ci ho pensato in seguito. Tu sei una che non da le cose per scontate. essere in una birreria significa per tutti bere birra, ma non per te. tu dici cosa ci vai a fare, lo dici che vai a bere.
    ed è così per tutte le cose che scrivi, che fai. il tuo mondo non è un mondo subìto, ma un mondo vissuto.
    da una che poi ha anche le parole per raccontare.
    non sarò tra quelli che ti vogliono qui assiduamente, Arianna, per conto mio tu sei in missione. vai. stai. vivi.
    e poi torna a raccontarci il mondo per come noi non riusciamo a vederlo.

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    1. non era un post. era un commento poco sopra.
      però poteva essere un post.
      però ricordavo bene.
      però adesso che sei tornata però bisogna inventarsi qualcosa di nuovo.
      per tenerti qui.
      qualche tipo di cocktail che abbia l'odore del margarita, il sapore del mojito e l'effetto di una pomiciata [cit. kovalski].

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  14. Arianna dove sei? Mi manchi. Ascolta per parole di red che vede bene anche nel buio. Torna.

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