lunedì 14 gennaio 2013

Sta arrivando. Di nuovo.


Mi attacca, di nuovo.
Notti in bianco.
Forse è colpa di Keaton Henson. Sicuramente è colpa sua.
Non ho voglia di studiare. Non ho voglia di mangiare, non ho voglia di dormire, non ho voglia di fare nulla.
Ascolto ripetutamente le sue canzoni, quando finisce l'ascoltabile suono Gnossienne n1 e non arrivo mai all'accordo finale, continuo per ore ed ore senza fermarmi. Una litania. Una tragedia.
Ci sono delle lacrime che verso. Quando lo ascolto. E questo potrebbe andar bene. Ma  anche quando faccio la lavatrice. E questo sicuramente non va bene.

Forse sta tornando. Ho paura, sono molto allarmata.
Sentivo la forza, prima. Ora... Mi sembra di non averla più. Ho dimenticato come si fa a fermare questa cosa.

Non voglio tornare laggiù. Non voglio tornare in quelle parti della mia testa. Non voglio sprofondare come ho fatto l'anno scorso. Esattamente un anno.
Non voglio fallire di nuovo, ma non so come fare.

Cosa diamine ho che non va? Perché sono sempre così sbagliata in ogni situazione?
Sarò infelice a vita. E sarà solo colpa mia.

Ho paura.

P.S.: Quel disegno è l'unica cosa che sono riuscita a fare oggi. Si chiama Una Celebrazione. Mi sono celebrata così, perché c'è ancora dell'autocompiacimento nel mio malessere. Finché c'è quello niente sprofonda del tutto. 

13 commenti:

  1. "Lo scopo della vita non è essere sempre felici, ma mantenere l'infelicità al minimo."

    Ciao Bella Ari, ciao.

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    1. Soprattutto se infelice ci è nato.

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    2. Stai a di a me?
      Proprio tu? La versione femminile autistica di Forrest Gump?

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    3. E da cosa lo dedurrebbe, ciò che afferma? Mi dica, sono proprio curiosa di conoscere l'opinione di un genio in incognito. Nel senso di genio sconosciuto. Tranne che a lui medesimo. Forrest Gump lo trovo inguardabile. Se non le spiace, preferisco Toby Kwimper o Meg Wheeler.

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    4. Non ho bisogno di dedurre. Io sentenzio.

      "Ora va, e riproduciti. Il meno possibile."

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    5. Grazie, ho già provveduto. Senza rimpianti. Rivolgo lo stesso invito a lei.

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  2. c'è una cosa che puoi fare subito.
    l'accordo finale.
    e sarebbe ben più che un punto d'arrivo.

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    1. Non ne conosco nemmeno le note, pensa te.

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  3. arginare.
    reagire.
    non soccombere.

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  4. Finché disegnerai così, finché sarai così brava ad esprimere ci sarà sempre una via di fuga. Un motivo.

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    1. Che poi. Non so. Ho letto tutti i tuoi post. Ti ho scritto quelle due righe in una e-mail. E non so.
      A trent'anni pensi di aver ricacciato/dimenticato quella sensazione della pancia piena e della pancia vuota. Poi qualcuno lo dice così bene e dopo nove anni ti ricordi perfettamente l'odore della stanza.

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  5. Cara Arianna, corri ai ripari il più presto possibile. Stai già scherzando con il fuoco dell'anoressia con cui la bestia nera si accompagna spesso e volentieri. Te lo dico con preoccupazione perchè ho letto i post precedenti che sono allarmanti (hai scritto anche, per esempio, che perdi tanti capelli). Lo sai da sola che puoi chiedere aiuto, fallo. Io ho aspettato tantissimo tempo e alla fine ho accettato con gioia di prendere pure dei farmaci.
    Riguardati sul serio, che se no la perfezione non ti serve a nulla. Scusami se ti sembro paternalista, e perdonami se senza volerlo magari ti ho ferita. Vorrei solo che la mia esperienza possa esserti di aiuto. Poi ognuno è una storia a sè. Auguri, mia cara, lo so, è difficilissimo, ma mettiti nell'ordine di idee di uscirne.

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